La nostra storia
La nostra storia

Tradizione e innovazione

Nel corso della sua lunga storia, la Carutti S.r.l ha tracciato un percorso di successo che si snoda attraverso generazioni di dedizione e impegno. Fondata su l’intraprendenza del fondatore, l’impresa ha prosperato grazie alla visione lungimirante della famiglia fondatrice, puntando ad un’organizzazione familiare, dove ogni membro ha contribuito alla crescita e consolidato il proprio ruolo nel panorama industriale, distinguendo la società dalla concorrenza.

Il successo non è solo misurato in termini di risultati finanziari, ma anche nella creazione di legami profondi con la clientela e nel servizio affidabile volto a risolvere tutte le problematiche durante il processo di acquisto. L’azienda Carutti ha sempre coltivato con fornitori e acquirenti rapporti autentici e duraturi, basati sull’affidabilità e la comprensione delle esigenze del cliente. Questa connessione ha creato una reputazione di eccellenza e fiducia, rendendo l’azienda non solo un punto di riferimento nel settore, ma anche un partner affidabile per coloro che cercano un servizio di qualità.

Rivolgetevi a noi e affidatevi a rappresentanti professionali e competenti per l’acquisto di macchinari industriali.

1915 – 1946

Il fondatore Efisio Carutti ha preso parte alla guerra del 15-18 come Capitano del 3° Autoparco: spesso, amareggiato, ripeteva che una delle ragioni, per cui gli italiani hanno perso a Caporetto, era perché  i “suoi” Autocarri FIAT 15TER che dovevano rifornire al fronte le prime linee di munizioni non riuscivano ad arrivare per dei difetti di isolamento della bobina Magneti Marelli dei loro motori. Con i cannoni senza munizioni è difficile vincere…chiosava. Dopo la guerra apre il primo, e a quel tempo unico negozio di ricambi per automobili a Milano in Via Durini 31 la “De Martini Carutti & Gallotti”, poi ampliato per la vendita in esclusiva per la Lombardia, della prima utilitaria italiana la famosa “TEMPERINO” . Nino Farina, poi diventato campione del mondo di F1 nel ‘50, fu uno dei primi piloti di questa autovettura . La non “simpatia” per il partito fascista costringerà Efisio ad un esilio forzato nel 1933, durante il quale segue suo fratello Eugenio in Russia durante tutti gli anni ’30, per la vendita di aerei bombardieri della CAPRONI e degli idrovolanti SAVOIA MARCHETTI di cui Eugenio era il direttore. Proprio in Russia ebbe la fortuna di conoscere l’Ing. Armando Fiorelli una delle persone di riferimento FIAT all’estero e per tanti anni della FIAT in generale, sotto il quale nasce lo stabilimento FIAT in Polonia, Togliattigrad in Russia, Bursa in Turchia, ZOZ in Jugoslavia, Concord in Argentina e la SIMCA , di cui fu anche presidente etc. Questa conoscenza, diventata poi una grande amicizia, sarà di grande aiuto a Carlo Alberto molti anni dopo , per introdursi in FIAT con le presse SPIERTZ e i forni AICHELIN negli anni Sessanta.

Leggi di pù

Rientrato in Italia nel 1939, grazie a un visto faticosamente ottenuto da sua moglie, Efisio fonda l’azienda con una visione pionieristica nel settore della vendita di macchine utensili. Le basi e i programmi da lui ideati e fissati inizialmente, hanno dato il via alla crescita della società. Si trattava di rappresentanze per lo più di aziende francesi o belghe che ormai non esistono più nel settore delle macchine utensili, quali la Ernault-Batignolles (torni a copiare ) vendute per esempio a Rocco BORMIOLI per fare gli stampi delle bottiglie della Coca-Cola, la Gambin (fresatrici) , la GSP (trapani radiali) e la SPM (torni veloci). Partecipa alla Seconda guerra mondiale con il grado di maggiore della III armata come responsabile dell’auto centro Nord Italia , preposto a requisire auto e mezzi che potessero servire all’esercito.  L’appartamento di Via Boccaccio a Milano viene requisito da TELEMECCANICA e dal SILURIFICIO ITALIANO e la moglie di Efisio, Maria con il solo figlio Carlo Alberto, in quanto l’altro figlio Gianni era al fronte a capo di una batteria costiera in Dalmazia, è obbligata a sfollare ad Azzate in provincia di Varese in una Villa di amici : la Villa dei conti Castellani. Proprio qui, nascosto, avrà come  “maestro di ripetizione” il professore universitario Amintore Fanfani ,futuro  primo ministro, e anch’esso sfollato con la moglie nella stessa Villa, nascerà lì infatti una sua figlia : con le sue ripetizioni Carlo Alberto riuscirà a non perdere anni di liceo classico e anzi riuscirà a fare 2 anni in uno conseguendo la maturità classica un anno in anticipo . Nel 1944 la repubblica di Salò mette la pena di morte per chi nasconde o per chi si nasconde per “saltare” il militare, ma Carlo Alberto riesce a scamparla , nessuno lo trova  anche se in paese sembra che qualcuno sapesse. Si laurea al Politecnico di Milano all’età di 23 anni in Ingegneria Elettrotecnica.

1946 – 1984

Carlo Alberto, neoingegnere nel ’46 inizia il suo iter lavorativo nel R&D della Magneti Marelli dove progettò il Clacson del Guzzino 65cc. , il motore del tergicristallo a doppia spazzola della 500C e il primo freno elettromagnetico per camion, andò poi come direttore tecnico alla Enrico Bezzi motori elettrici . Alla fine del 1950 va a lavorare con il padre Efisio  e nel 1951 la responsabilità manageriale passa a lui che, dopo aver consolidato la sua esperienza in Belgio e Francia presso le rappresentanze del padre, guida e accompagna l’azienda nell’era dell’innovazione e del BOOM economico allargando la sfera con la francese SPIERZ presse , uno dei principali produttori europei di presse per stampaggio lamiera sia per elettrodomestici che venderà dalla IGNIS fino alla ZOPPAS e alla ZANUSSI che per le carrozzerie auto, fornendo tutti i principali stabilimenti FIAT , LANCIA , INNOCENTI e ALFA ROMEO oltre a quelli italiani anche quelli nel mondo da Togliattigrad a Bursa in Turchia o Concord SA in Argentina .

Il successo di queste presse fu così elevato che si decise alla fine di costruirle su licenza in Italia presso lo stabilimento SASS di Borgaretto, poi diventato COMAU.  Si allargò anche nel “nuovosettore delle macchine per la produzione di molle con la Ditta HERCKELBOUT che era all’epoca il terzo costruttore di questo tipo di macchine dopo WAFIOS e HACK. Fu anche rappresentante di HACK fino alla sua chiusura vendendo da illuminato “pioniere” le prime macchine elettroniche per molle costruite fino a quel momento che poi sarebbero diventate, anni dopo, lo standard per questo tipo di produzioni.

Leggi di pù

Proprio questa apertura nel folto mondo dei mollifici lo porterà ad incontrare il geniale Otto BIHLER e subito dopo la AICHELIN per il trattamento termico delle molle e delle minuterie. I primi passi della neonata BIHLER furono fatti in gran parte sul mercato italiano, dove la fantasia italiana andava a nozze con queste ingegnose ed innovative macchine, tanto che oggi il nome Bihler è diventato sinonimo di un tipo di tecnologia atta a realizzare particolari tranciati e piegati. L’industria della bulloneria italiana oggi una delle più importanti in Europa e nel mondo, viene approcciata all’inizio degli anni ’50 in modo massiccio e con grande successo da Carlo Alberto che andando a visitare le grandi bullonerie tedesche, all’epoca leader del mercato , una su tutte la famosa BAUER & SCHAURTE di Neuss, studiò le loro sale di trattamento termico già attrezzate con forni AICHELIN all’inizio del tipo a scossa e poi a tappeto per le grandi produzioni. Sfruttando le sue relazioni con FIAT, va a “bussare” alla bulloneria di FIAT ad Avigliana che acquistò i primi impianti e subito dopo andò anche dalla neonata bulloneria FONTANA di Veduggio dove iniziò una lunga relazione , sfociata in grande amicizia , che durò tutta la vita con il quasi coetaneo  Cav. Loris Fontana , che aveva fondato nel ’52 insieme al fratello Senatore Walter.  All’epoca era attrezzata con piccoli forni elettrici, per la paura , che il sig. Loris aveva per il gas. I primi forni furono infatti elettrici , poi cercò di convincerlo all’utilizzo del gas, ma il vero scoglio per vendere alla FONTANA i forni di grande capacità , che erano alimentati a gas , fu quello che a Veduggio non c’era il gas . Ma Carlo Alberto non si perse d’animo e forte della sua amicizia con Enrico Mattei , il patron dell’ENI, lo convinse ,con la sua “SQUADRA INTERVENTI SPECIALI”, a fare , in una notte di un sabato, uno stacco del tubo gas dalla stazione di Renate passando sotto i binari del treno per portarlo a Veduggio , oggi questa sarebbe fantascienza ! L’Italia del BOOM è stata anche questo.

Di fronte alle tante difficoltà burocratiche di questi tempi, Carlo Alberto ricordava sempre questo episodio, dicendo che in molti casi avremmo bisogno di quelle SQUADRE speciali che potevano operare SENZA bisogno di permessi o autorizzazioni. Con Loris , Carlo Alberto e Heinz Berger (della famiglia proprietaria di AICHELIN) nacque un sodalizio tecnico che portò alla fornitura di decine di impianti e alla introduzione di tante innovazioni per i forni di bonifica per bulloni rispetto alla concorrenza americana di HOLCROFT ( che oggi fa parte del gruppo AICHELIN) : una su tutte  , alla fine degli ’60  l’introduzione dei bruciatori RADIAX , i primi con recuperatore integrato e poi sempre a Veduggio da FONTANA i primi REKUMAT® a recupero nel 1973 . Il tecnico di AICHELIN era il giovane , poi diventato famoso , Dr. J.A.Wünning che collaborò con AICHELIN fino alla fondazione della sua Ditta la WS nel 1982 .  Tra i suoi tanti brevetti e centinaia di pubblicazioni ricordiamo il brevetto, da poco scaduto , dei FLAMLESS di cui oggi tanto si parla per la sua peculiarità e cioè la riduzione drastica delle emissioni degli NOx : Efisio nella sua permanenza tedesca all’inizio degli anni ’80 ha avuto la fortuna di averlo avuto come “maestro” non solo per le tecnologie dei bruciatori , ma anche per le tecniche delle atmosfere protettive di cui era un grande esperto . A seguire le altre bullonerie da BRUGOLA, dove fu installato il grande forno AICHELIN da 3000 Kg/h , ancora oggi il più grande in Europa , e poi gli AGRATI , già clienti come GARELLI al tempo del famoso Mosquito e poi come AGRATI-GARELLI e poi i BONTEMPI , i VESCOVINI , gli USORINI , i SACCHETTI , gli STORCHI e molti altri. Inutile dire che con tutte questefamiglie” di bullonieri Carlo Alberto instaurò un rapporto di lavoro ed amicizia che dura ancora oggi anche dopo il passaggio del testimone ad Efisio.

Carlo alberto si spegne nel 2022 all’età di 99 anni, con oltre 70 anni di lavoro di cui 38 insieme al figlio Efisio.

1984 – 2016

Negli anni ’80, il nipote Efisio anche lui ingegnere, ma questa volta meccanico, entra in ditta  , dopo diffuse esperienze all’estero in Germania e Francia presso diverse società da DB, ZF, SKF, BMW, TK ,Fichtel & Sachs , Schlumberger e per finire nell’HQ tecnico di AICHELIN a Korntal per la progettazione di nuove tipologie di forni si prefigge l’obiettivo di introdurre nuovi processi produttivi sulla base di quanto acquisito nelle sue esperienze estere. Si parte dall’introduzione in FIAT della nuova tecnologia di AICHELIN della nitrurazione morbida, (il processo NITROC® un brevetto di J.A.Wünning)  per gli alberi a gomito mutuata dalle esperienze BMW , per poi passare sempre in FIAT sotto la direzione dell’ing. Ghidella, con cui Efisio aveva avuto dei fruttosi rapporti tecnici, quando V.G. era ancora in RIV-SKF a Villarperosa , attento in RIV-SKF come poi in FIAT alle scelte tecniche migliorative del prodotto dal punto di vista qualitativo , alla tecnologia AICHELIN-HEESS della tempra sotto pressa per i cambi auto al fine di migliorarne la sincronizzazione e la rumorosità, tecnologia introdotta poi in Turchia, Cina, Polonia e Brasile . Si finisce, poi, in tempi recenti alla nuova tecnologia della cementazione in bassa pressione con ALD per i cambi a doppia frizione : ma qui Ghidella non c’era già più e siamo già nell’era Marchionne subito dopo il divorzio con GM.  Efisio crea e sviluppa negli anni ’90 un nuovo settore all’interno della società, cioè quello della siderurgia e accompagna con EBNER la completa conversione della siderurgia italiana per l’operazione di ricottura dei Coils di lamiera o della vergella dalle miscele HNx alle atmosfere al 100% in Idrogeno che, oltre a migliorare gli aspetti qualitativi, ha portato enormi risparmi in termini di tempi ciclo e consumi.

Leggi di pù

Questo a partire dalla antesignana MARCEGAGLIA del Cav. Steno che è stata la prima grande batteria di forni ad Idrogeno in Italia e poi all’ILVA dei Riva con Cav. Emilio che affascinato da questa tecnica “green” la estende in tutti i suoi stabilimenti, e poi all’ARVEDI del Cav. Giovanni con le ricotture brillanti dei nastri inox in atmosfera anche qui al 100% di idrogeno per finire agli innumerevoli centri servizi. Con BIHLER segue la nascita e lo sviluppo dei primi centri di lavoro BZ integrati che rivoluzioneranno il modo di produrre presso ABB , SCHNEIDER , BTICINO , VIMAR e ROLD una moltitudine di apparecchiature elettriche. Con questi centri di lavoro infatti partendo da diversi nastri, tranciando , saldando , maschiando e assemblando si arrivava al sottoprodotto finito , da inserire da ultimo nel suo involucro in plastica : ancora oggi queste apparecchiature sono prodotte con questa tecnologia. Sempre con BIHLER segue e implementa in Italia presso la catena della subfornitura automotive, l’industrializzazione di diversi prodotti per l’auto a partire dai nuovi Roker arm o bilancieri ricavati da lamiera in sostituzione di quelli in ghisa al fine di ridurre i consumi dei motori endotermici per arrivare agli “air pin” per la produzione dei motori elettrici per le macchine elettriche. Diverse centinaia di macchine BIHLER sparse in tantissime trancerie e mollifici italiani continuano a dimostrane il successo di questa tecnologia.

Nella metallurgia , credendo Efisio che il mercato di nicchia delle leghe e super leghe e acciai speciali debba crescere per l’aumento delle performance richieste agli acciai per la produzione di turbine per generazione elettrica piuttosto che per l’eolico o altre applicazioni con acciai ad alte “performance”, riesce a spingere ed incrementare in modo notevole con ALD la diffusione degli impianti di rifusione sotto vuoto e sotto scoria VAR & ESR oltre ai forni di rifusione sotto vuoto VIDP  nelle più importanti acciaierie del settore : tanto che l’Italia sta diventando un indubbio riferimento in contesto europeo e non solo.

2016 – OGGI

Eleonora entra in azienda nel 2016 e per primi tempi avrà come “maestro” il vecchio, ma ancora attivissimo Carlo Alberto voglioso di insegnare alla nipote , ma poi la salute , le sue passioni per gli strumenti musicali e le sue collezioni artistiche , i suoi libri da ultimare di scrivere lo portano a staccarsi sempre più dal lavoro e così il lungo percorso di inserimento passa nelle mani del papà Efisio forte di 40anni di esperienza sul campo di cui la gran parte a fianco di Carlo Alberto.

Eleonora, ingegnere meccanico con indirizzo metallurgico dopo esperienze in Italia presso TENOVA e SMS-CONCAST in Svizzera e all’estero sul “campo” in acciaierie in Polonia, in Iran ed Israele, ha messo al servizio dell’azienda familiare la sua competenza nel settore metalmeccanico e siderurgico e le sue esperienze pratiche. Sotto la sua gestione si sta realizzando la conversione epocale anche in Italia di BIHLER da macchine meccaniche a macchine elettriche , per non dimenticare l’inizio della digitalizzazione degli impianti all’interno di tutte le maggiori realtà italiane e l’inserimento di impianti di fusione e rifusione , tema della sua tesi di laurea , in varie realtà italiane. Attualmente, la società continua a crescere mantenendo relazioni consolidate con le aziende rappresentate e con clienti abituali e la sua capacità di adattarsi alle esigenze digitali e di fornire assistenza competente, rimarca il successo duraturo e la fiducia guadagnata nel corso degli anni.

Le quattro figlie di Efisio: Diletta , Eleonora , Elisa e Benedetta , di cui le prime 3 impegnate in azienda e 6 nipoti , fanno ben sperare per il futuro di questa attività.

Desiderate ricevere ulteriori informazioni?

Richiedeteci un preventivo !